fbpx

Le votazioni online sono aperte da pochi giorni ed è arrivato il momento di scoprire meglio i finalisti degli Italian Sportrait Awards 2020. Cominciamo dalla categoria top uomini, in cui è stato davvero molto complicato eleggere solo cinque nomi alla luce degli eccellenti risultati raccolti nel corso degli ultimi dodici mesi dallo sport italiano maschile a livello individuale. Alla fine la giuria ha optato per due fuoriclasse assoluti del nuoto (olimpico e paralimpico) ed un rappresentante a testa per tennis, atletica leggera e ginnastica artistica.

Il 2019 è stato indubbiamente l’anno del riscatto per Gregorio Paltrinieri, campione olimpico in carica dei 1500 metri stile libero, il quale ha superato brillantemente il difficile esame dei Mondiali di Gwangju trionfando negli 800 (primo titolo iridato su questa distanza) e portando a casa un bronzo nei suoi 1500 in vasca, mentre alla sua prima partecipazione iridata nei 10 km di fondo in acque libere ha raggiunto l’obiettivo della vigilia strappando il pass per Tokyo 2020. A dicembre il 25enne carpigiano è poi tornato a vincere dopo due anni di digiuno a livello internazionale nei 1500 metri agli Europei in vasca corta prima di centrare la qualificazione a Cinque Cerchi sempre nelle trenta vasche in occasione degli Assoluti Invernali di Riccione.

Annata da urlo anche da parte di Simone Barlaam, con il lombardo classe 2000 che ha semplicemente sbaragliato la concorrenza internazionale nella categoria S9 aggiudicandosi la bellezza di cinque medaglie d’oro (50 sl, 100 sl, 100 dorso, 100 farfalla, staffetta 4×100 sl) e una d’argento (staffetta 4×100 mista) ai Mondiali di nuoto paralimpico andati in scena a Londra. Barlaam è stato eletto miglior atleta maschile dell’intera manifestazione ed ha contribuito notevolmente alla causa della nostra Nazionale, capace di vincere per la prima volta il medagliere della competizione davanti ai padroni di casa della Gran Bretagna.

Il 2019 verrà sicuramente ricordato anche per la definitiva esplosione nel tennis che conta di Matteo Berrettini, eletto “Most Improved player of the year” dell’ATP dopo essere passato dalla 54ma all’ottava posizione nel ranking mondiale in soli dodici mesi. Il romano classe 1996, allievo di Vincenzo Santopadre, ha disputato una stagione strepitosa in cui spiccano i due titoli conquistati a Stoccarda e Budapest e la semifinale agli Us Open, risultati che gli hanno permesso di qualificarsi clamorosamente per le ATP Finals di fine stagione riservate ai migliori otto giocatori del Pianeta, un traguardo raggiunto in precedenza nel Bel Paese solo da Adriano Panatta (1975) e Corrado Barazzutti (1978).

Sono mancati appena 33 millesimi di punto invece a Marco Lodadio per chiudere in bellezza una stagione sensazionale, in cui lo specialista degli anelli nativo di Frascati ha alzato ulteriormente il livello dei suoi esercizi conquistando un argento agli Europei, un oro agli European Games ed infine un prezioso secondo posto nella rassegna iridata di Stoccarda sufficiente per prenotare il biglietto per le Olimpiadi. Nella finale mondiale, il faro della ginnastica artistica tricolore maschile è stato praticamente perfetto ma si è dovuto arrendere per un’inezia al turco Ibrahim Colak, il quale sarà uno degli avversari da battere anche a Tokyo 2020.

Presente tra i finalisti della categoria top uomini anche una delle rivelazioni più sorprendenti dell’ultimo anno solare nell’atletica leggera italiana: Davide Re. Il ligure classe 1993 è stato in grado prima di abbattere il primato nazionale nei 400 metri piani a Ginevra in 45.01 per poi diventare il primo azzurro di sempre a scendere sotto il muro dei 45″ con uno strepitoso 44.77 fatto segnare a La Chaux-de-Fonds. Ai Mondiali di Doha il velocista delle Fiamme Gialle ha ben figurato sfiorando la finale, sfumata per appena otto centesimi, e trascinando la staffetta 4×400 al sesto posto iridato.